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Corso di Perl



 

Un linguaggio che non teme confronti di Daniele Radogna

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1. Introduzione 2. Software Integrated Circuits 3. Multipiattaforma 4. Integrazione verticale 5. Metafore 6. Apprendimento 7. Conclusioni 

Software Integrated Circuits

L’ intera storia della disciplina del software engineering, dai suoi albori allo stato di maturazione odierna, è sempre stata contraddistinta dalla ricerca del proprio Santo Graal: i software IC, ovvero i software Integrated Circuits, termine la cui origine hardware denuncia la malcelata invidia verso i colleghi del mondo hardware per cui tali soluzioni erano disponibili. Con il termine IC, nel mondo dell’ elettronica digitale, si indicavano quei componenti già pronti, veri e propri building blocks che possono essere utilizzati dai progettisti per assemblare soluzioni più complesse. L’ uso di componenti, già testati, disponibili, di facile integrazione sono un presupposto indispensabile per disporre di processi industriali nella produzione di alcunché, dalla orologeria alla elettronica. Il software, per molto tempo, non ha avuto a disposizione nulla di analogo e ciò ha portato molti a dubitare del fatto che il software engineering possa essere considerato con buona ragione proprio una disciplina con lo statuto di engineering - termine anglosassone che purtroppo non ha un corrispettivo esatto in lingua italiana. Se dire che il Perl ha coronato questo sogno sarebbe fuori luogo, il Perl è un linguaggio che ha fornito a tale problema un esempio di soluzione di notevole caratura mediante CPAN, un archivio di moduli software individuali che hanno le seguenti desiderabili caratteristiche:

Portata
La copertura degli ambiti applicativi è estesissima: sono centinaia e centinaia i moduli che vanno dal calcolo di digest MD5/SHA1 alla simulazione di reti neuronali, dal supporto alla implementazione del protocollo CGI alla implementazione di interfacce verso praticamente tutti i database che è sensatamente desiderabile impiegare. La comunità italiana Perl, i cui nomi forse più noti sono Aldo “Dada” Calpini e Mattia Barbon, ha svolto un suo ruolo generando moduli noti, apprezzati e diffusi
Robustezza
I moduli Perl sono stati utilizzati e provati in un contesto di partecipazione tipicamente open source, e quindi esibiscono sia la robustezza legata alla rimozione degli errori garantita dai relativi processi che l’ adattamento allo scopo legata ai meccanismi di interazione tra progettista e la comunità degli utilizzatori, secondo quanto ben descritto nell’ articolo: “The Cathedral and the Bazaar``
Accessibilità
I moduli sono posti generalmente sotto il pubblico dominio e quindi non comportano costi, significative limitazioni nelle licenze d’ uso, adesione a tecnologie proprietarie
Questa caratteristica si traduce:
  • per l’ azienda in un misurabile e significativo risparmio di costi che non sono solamente i ben monetizzabili costi legati a uno sviluppo in proprio delle funzionalità o nell’ acquisto di librerie off the shelf, ma nei ben maggiori costi della non qualità in cui si incorre ineluttabilmente quando il proprio parco di tester non ha l’ ampiezza di quella offerta da una comunità;
  • per lo sviluppatore nella possibilità di disporre di un ampio corredo di tecnologie ben documentate e a costi zero.

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