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Recensione di Flavio Poletti
Pur essendo la prima volta che mi capita, credo sia naturale considerare
difficile fare la recensione di un libro dove vengo ringraziato; d'altra parte,
visto che non capisco esattamente di cosa io venga ringraziato, mi sento
sollevato e procedo...
Il libro Pocket Perl di Stefano Rodighiero è il libro su Perl che
mancava in Italia. È un po' di tempo che frequento la comunità Perl, e
da molto più tempo che frequento italiani, ed in tutti i casi la voglia di
leggere documentazione in inglese è sempre stata molto poca. Credo ogni
entusiasta di Perl in Italia si sia sentito rivolgere la fatidica domanda "che
libro posso prendere per studiare un po' di Perl?", e si sia trovato costretto
a puntare verso risorse in inglese, primo fra tutti il "Llama book" edito da
O'Reilly. Avere un testo di riferimento "per iniziare" in italiano
toglierà un bel po' di imbarazzo, insomma.
Ovviamente, perché un testo del genere sia efficace deve anche essere un
buon prodotto. Beh, questo lo è assolutamente. Non vengono solo introdotte
le basi della programmazione in Perl: il lettore è messo in grado di leggere
(e comprendere!) un'ampia gamma di programmi, quelli che -- azzarderei --
possono essere messi sotto il cappello di "programmi leggibili".
Perl è un linguaggio complesso (per quanto non particolarmente complicato)
e questo incide non poco sull'organizzazione che occorre dare ad un testo
di questo genere. Parlare subito di I/O o concentrarsi inizialmente sulle
variabili? Dilemmi a cui Stefano ha saputo dare una risposta
efficace, riuscendo ad elaborare una struttura che non solo espone
gli argomenti con pochissimi "riferimenti in avanti", ma che riesce
soprattutto ad essere facilmente utilizzabile anche a posteriori, quando
cioè il lettore "torna indietro" per rinfrescarsi la memoria su questo
o quest'altro argomento.
Lo stile è estremamente scorrevole e leggero, pregio non da poco per chi
si affaccia allo studio di un linguaggio così come di qualsiasi argomento. In
alcuni casi ciò comporta il sacrificio della "correttezza al 100%"
sull'altare della semplicità espositiva, anche se ciò è
più che altro dovuto al fatto che Perl, per massimizzare la sua
"utilità", comprende spesso casi particolari che risulterebbe pesante e
noioso descrivere uno ad uno. Questa presunta mancanza rimane comunque
confinata a pochi casi limite e non pregiudica la validità generale dei
contenuti; una volta presa padronanza con i concetti, il lettore potrà
approfondire i casi particolari in completa autonomia, essendo dotato di tutti
gli strumenti per poterli comprendere appieno.
Concludendo, ringrazio Stefano per aver speso tante energie nella
realizzazione di questo libro: finalmente sarò in grado di rispondere
senza imbarazzo a chi mi chiedesse qualche libro in italiano per
cominciare a giocare con Perl.
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Recensione di Salvo Micciche`
Da tempo i cultori di Perl desideravano un libro in italiano, e finalmente il
vuoto viene colmato.
Ci ha pensato Stefano Rodighiero con "Pocket Perl", per le edizioni Apogeo.
Stefano è riuscito a condensare in un libro di agile formato, "tascabile", un
completo e preciso manuale di Perl, che consente - come recita il sottotitolo -
di scoprire il linguaggio che rende facili le cose facili e possibili quelle
difficili.
Otto capitoletti e un appendice da leggere prima tutto d'un fiato, ma da
rileggere poi attentamente, utili sia a chi già conosce bene Perl, come
prontuario o per ripasso, sia ai profani e ai principianti, per apprendere la
struttura del linguaggio e alcuni interessanti "tips".
Il primo aiuta a scoprire Perl: la nascita, la famosa metafora della "pigrizia"
cara a Larry Wall: come fare le cose meglio con meno fatica, l'impazienza e la
"hubris" («per cui Zeus potrebbe fulminarti»), non virtù negative, ma "grinta"
per affrontare i problemi di programmazione e risolverli al meglio.
Il secondo tratta delle variabili e dei tipi di dati.
Il terzo si occupa della sintassi e delle strutture di controllo. Si entra nei
meandri del linguaggio, con l'analisi della classica struttura dei linguaggio
di programmazione, spiegando costrutti di scelta, statements, cicli, e dando
consigli sulla buona pratica di programmazione.
Nel quarto capitolo si tratta delle strutture complesse e delle subroutine, e
si introduce uno dei concetti fondamentali per apprendere Perl: il contesto.
Nel quinto capitolo si descrivono packages e moduli. Come crearli e come
esportarli. L'importanza di CPAN.
Il sesto è dedicato alla programmazione a oggetti con Perl. Ereditarietà,
"Class Universal" e riutilizzo del codice sono aspetti fondamentali per la
programmazione moderna, e Perl - pur essendo un linguaggio "di vecchia data",
il suo sviluppo risale al 1987 - è sempre stato attento a questi principi.
Nel settimo si tratta uno dei punti di forza di Perl: le Espressioni Regolari.
Il trattamento del testo è stato uno degli aspetti su cui l'ideatore del
linguaggio si è ispirato ed ha un'ampia letteratura informatica. Questo
compendio che ne fa Rodighiero è formidabile: breve, ma intenso, e completo.
L'ottavo capitolo parla dei rapporti di Perl con il mondo esterno: manipolare i
files e le directory, leggere e interpretare la linea di comando, usare i
database...
Ogni capitolo presenta completi esempi, che si possono studiare, copiare e
provare per apprendere meglio la struttura del linguaggio.
Il libro descrive i costrutti sintattici di Perl in versione 5.10, che
introduce delle novità rispetto alle attuali versioni (5.6, 5.8.8 ...) ed è
quindi pronto per chi vuole apprendere tutto quello che questa nuova versione
introduce; "when", "say" e altre novità vengono introdotte e spiegate nel
libro, mettendone in luce i motivi per cui sono state introdotte.
Com'è tradizione per ogni buon libro che parla di Perl, si dà molto rilievo a
documentazione e Comunità Perl.
Il nostro consiglio, che è anche quello di Stefano Rodighiero, è di leggere
questo libro tenendo presente una bella citazione di Larry Wall: «Abbiate
l'appropriata dose di divertimento!»
L'Autore offre supporto ai lettori nel suo sito web:
www.stefanorodighiero.net/pocketperl
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