Non si può. Almeno, non in tempo reale. È un peccato, eh?
Senza inviare una mail all'indirizzo e senza controllare che ci sia un essere
umano a rispondere dall'altra parte, non si può stabilire se un
indirizzo email è valido. Anche se applicate lo standard per gli
header delle mail, potete avere problemi, poiché esistono indirizzi
cui si può mandar posta che non seguono le regole dell'RFC-822
(lo standard per gli header delle mail), e indirizzi che le seguono cui
invece non si può mandare posta.
In molti sono tentati di provare ad eliminare certi indirizzi non validi
che appaiono frequentemente con una semplice espressione regolare, come
/^[w.-]+@(?:[w-]+.)+w+$/. è una pessima idea. Comunque, questo
modo di procedere scarta molti indirizzi validi, e non dice nulla sulla
possibilità di inviare posta ad essi, quindi non è
consigliata. Piuttosto, guardate
http://www.cpan.org/authors/Tom_Christiansen/scripts/ckaddr.gz ,
che di fatto esegue un controllo seguendo tutte le specifiche dell'RFC
(a parte i commenti innestati), cerca gli indirizzi dai quali potreste
non voler accettare mail (Bill Clinton o il vostro postmaster, diciamo),
e poi si assicura che l'hostname dato sia rintracciabile nei descrittori
di tipo MX del DNS. Non è veloce, ma svolge i compiti che si prefigge.
Il nostro consiglio per verificare l'indirizzo di posta elettronica di
una persona è far sì che scriva il proprio indirizzo due
volte, come si fa normalmente per cambiare una password. Questo di solito
elimina gli errori di battitura. Se le due versioni coincidono, mandate
una mail all'indirizzo, con un messaggio personale che assomigli al seguente:
Caro utente@host.com,
Per favore, conferma, rispondendo a questo messaggio, l'indirizzo
email che ci hai dato Mercoledi` 6 Maggio 2003 alle ore 9:35.
Includi nella risposta la stringa "Supercalifragilistichespiralidoso",
ma scritta al contrario; in altre parole, comincia con "Osod...".
Una volta fatto, il tuo indirizzo confermato verra` incluso nei
nostri archivi.
Se vi arriva la risposta e l'utente ha seguito le vostre istruzioni, potete
essere ragionevolmente certi che l'indirizzo è reale.
Una strategia correlata, meno vulnerabile alla contraffazione, è
dare all'utente un PIN (personal ID number: numero di identificazione
personale). Registrate l'indirizzo e il PIN (meglio se casuale) per l'uso
futuro. Nella mail che inviate, chiedete all'utente di di includere il PIN
nella sua risposta. Se però la mail torna indietro, o il messaggio
viene incluso in una mail di risposta automatica tipo "Sono in vacanza",
il PIN ci sarà comunque. Quindi il meglio è chiedere di
rispondere con una versione decisamente modificata del PIN, ad esempio
con i caratteri invertiti, oppure con un'unità aggiunta o
sottratta ad ogni cifra, eccetera.
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